| Il
programma di metanizzazione inizio, quindi, dal comune di
Monastier, il comune territorialmente più adatto
ad "agganciarsi" al metanodotto per Trieste e
verso il quale non era quindi necessario intervenire con
nuove linee di rete.
Il 20 ottobre del 1971 il Consorzio fu
ufficialmente allacciato al metanodotto principale della
Snam con il comune di Monastier, un comune non consorziato
che divento così il primo comune "convenzionato";
il 28 ottobre fu la volta di Salgareda ad essere collegato
(primo comune consorziato) a cui fara seguito, il 3 novembre,
San Biagio di Callalta, seguito il 5 novembre, da Zenson
di Piave.
L'8 novembre del 1971 la prima fiammella
azzurra del Consorzio Bim Piave si accese nell'abitazione
di Ivone Gazzola; due giorni dopo fu la volta di Lino Azzolin,
Giuseppe Menegaldo ed Eugenio Zanella, e poi, a seguire,
le utenze arrivarono subito in gran numero.
Intanto venivano elaborati i progetti e
si studiavano le migliori soluzioni per gli allacciamenti
con gli altri comuni. Il metanodotto, che in un primo momento
doveva passare per Conegliano, Vittorio Veneto e arrivare
in provincia di Belluno attraverso il Fadalto venne, invece,
fatto deviare verso il passo di San Boldo, che segnava il
confine tra le due province limitrofe. Vennero a beneficiarne
direttamente diversi comuni appartenenti al consorzio trevigiano
e cioe: Breda di Piave, Cimadolmo, Cison di Valmarino,Mareno
di Piave, Ormelle, Ponte di Piave, Revine Lago, Santa Lucia
di Piave, Susegana, Tarzo, Vittorio Veneto, Follina e Miane.
I restanti comuni della sinistra Piave
sarebbero stati serviti con una condotta in partenza da
Susegana. La zona pedemontana del Grappa, secondo il programma
iniziale, avrebbe dovuto invece essere fornita da un allacciamento
alimentato da Bassano. Nel prosieguo invece i lavori subirono
variazioni. La zona Sud del Montello e gli altri comuni
della destra Piave vennero a loro volta metanizzati con
una condotta da Breda di Piave. Si calcolarono i tempi di
realizzazione per completare le opere e gli allacciamenti
e orientivamente Consorzio Bim Piave e Sn am con cord arono
la con clu sio ne del programma in una decina d'anni. La
prima "scaletta" proposta dalla Snam, presentava
la seguente gradualita operativa:
1° Gruppo-
Carbonera, Chiarano, Cimadolmo, Cison di Valmarino,
Follina, Mareno di Piave, Miane, Monastier di Treviso, Ormelle,
Pieve di Soligo, Ponte di Piave, Refrontolo, Salgareda,
San Biagio di Callalta, Santa Lucia di Piave, Susegana,
Vazzola e Zenson di Piave, da effettuarsi tra il 1970 e
1972.
2° Gruppo
- Vittorio Veneto, Tarzo e Revine Lago nel 1971.
3° Gruppo-
Farra di Soligo, Moriago della Battaglia, Segusino, Sernaglia
della Battaglia, Valdobbiadene e Vidor, nel 1972.
4° Gruppo-
Breda di Piave, Giavera del Montello, Maserada sul Piave,
Nervesa della Battaglia, Spresiano e Volpago del Montello,
nel 1973.
5° Gruppo
- Borso del Grappa, Cavaso del Tomba, Cornuda, Crocetta
del Montello, Paderno del Grappa, Pederobba e Possagno,
nel 1974.
Qualche ritardo comporto uno slittamento
dei tempi, ma la scaletta degli interventi, dopo la "partenza"
con Monastier, procedette abbastanza celermente.
Gia all'avvio dell'attività otto
comuni non compresi nel consorzio entrarono nell'iniziativa
(come comuni convenzionati) e successivamente altri chiesero
di parteciparvi. Si trattava di comuni contermini al consorzio
e con la condotta principale del gas molto vicina. In base
a quanto concordato i comuni aderenti non ebbero alcun onere
iniziale per la costruzione degli impianti di distribuzione;
dovevano invece rimborsarne la spesa con gli utili realizzati
dalla gestione. I1 Consorzio aveva interesse a creare una
zona ampia, densa di utenti e omogenea. Le richieste dei
comuni ad esso esterni rispondevano a questa esigenza.
Alla fine del 1973, cioe dopo solo tre
anni dalla scelta della metanizzazione erano gia costruiti
e in funzione gli impianti di distribuzione del gas metano
in 12 comuni: Monastier, Salgareda, S. Biagio di Callalta,
Zenson di Piave, Carbonera, Preganziol, Villorba, Casier,
Ponte di Piave, Paese, Chiarano, Ormelle. Spesa sostenuta:
4 miliardi di lire.
Dai dati e dalle documentazioni
relative al primo periodo di metanizzazione S1 possono ricavare
alcune considerazioni:
a) nella prima fase la gestione degli impianti
dovette essere strettamente economica, vale a dire la scelta
della distribuzione fu indirizzata dapprima dove c'era maggior
consumo, in seguito anche dove la richiesta era minore;
b) gli impianti erano stati attivati nei
comuni in cui erano insediate utenze industriali;
c) le zone su cui operava il Consorzio
erano ampie e con bassa densita di utenza; dunque al loro
interno l'avanzamento della rete del gas metano privilegiava
le aree che presentano convenienza economica, visto anche
che il costo medio degli impianti nel 1973 si aggirava intorno
ai 15 milioni il chilometro;
d) la Snam si era accaparrata le utenze
industriali con consumi superiori a un milione di metri
cubi l'anno.
Nel 1974, la Snam mutava il programma concordato
nel 1969 e parzialmente rivisto nel 1973. Chiese nuovi contributi
e ridusse notevolmente il suo intervento. In particolare
la Societa mantenne gli impegni assunti per i comuni della
sinistra Piave, mentre volle fornire direttamente le fornaci
di Possagno e il cementificio di Pederobba (due grosse utenze
industriali e limitare l'attivita del Consorzio per evitarne
un'eccessiva espansione. Il programma modificato prevedeva
i seguenti impegni: 1° gruppo: geograficamente limitato
a tutti i comuni allacciati o allacciabili sul tratto "Salgaredastacco
per Valdobbiadene" del metanodotto principale.
I comuni di Follina, Cison di Valmarino
e Miane uscivano dal primo gruppo e passavano al secondo;
2° gruppo:
la programmazione degli allacciamenti di questo gruppo venne
subordinata e coordinata con l'eventuale realizzazione del
metanodotto per Belluno e Longarone (entro il 1977);
3° gruppo:
Tarzo, Revine Lago e Vittorio Veneto;
4° gruppo:
il contributo da parte dei comuni di 2.500 lire per abitante
resto inalterato con la realizzazione del metanodotto dall'Urss;
i nuovi punti di consegna erano: Breda di Piave, Maserada
sul Piave (inizio fornitura 1975/761; Spresiano (fornitura
entro il 1975); Povegliano, Arcade, Villorba (fornitura
entro il 1976); Giavera e Nervesa (fornitura entro il 1976);
Volpago del Montello (fornitura entro il 1976); Ponzano
Veneto (aggiunto al gruppo 4°).
5° gruppo:
con la realizzazione del metanodotto dall'Urss venne abbandonata
l'ipotesi della costruzione della condotta di Bassano. Invece
venne realizzata una derivazione autonoma di maggiore portata
e in considerazione della maggiore acquisibilita di utenze
industriali nella zona, la Snam ridusse il contributo a
carico dei comuni del gruppo dal 5.500 a 2.500 lire per
abitante. A15° gruppo vennero aggiunti i comuni di Altivole,
Asolo, Caerano di S. Marco, Maser e il tempo di fornitura
venne orientativamente fissato per il 1977.
Le variazioni del programma Snam non incisero
sulla gestione della distribuzione del gas metano, che porto
ottimi risultati gia nel 1974. In un anno l'utile della
gestione venne triplicato, mentre l'espansione dei lavori
portò il gas metano a Santa Lucia di Piave, Cimadolmo,
San Polo di Piave, Pieve di Soligo, Vazzola, Mareno di Piave,
Susegana. Nel 1975 entro nella metanizzazione un comune
importante, il secondo per importanza della provincia di
Treviso: Conegliano.
Nel frattempo la richiesta di adesione
alla rete di distribuzione del gas metano da parse dei comuni
non aderenti al Consorzio si allargo a macchia d'olio. Gia
all 'inizio del 1976 (anno in cui vennero metanizzati Sernaglia
della Battaglia, Vidor, Valdobbiadene, Farra di Soligo,
Segusino e Moriago della Battaglia) erano numerosi i comuni,
in qualita di convenzionati, con gli impianti in funzione:
Monastier, Carbonera, Casier, Preganziol, Paese, Villorba,
Chiarano, San Polo di Piave, Vazzola e Conegliano. Risultavano
inoltre in corso di elaborazione i progetti per i comuni,
anch'essi non appartenenti al Consorzio Bim, di Quinto di
Treviso, Motta di Livenza, Meduna di Livenza, Cessalto,
Ceggia, Fossalta di Piave Alla stessa data i comuni metanizzati,
in corso di metanizzazione e di progettazione erano quaranta,
mentre gli utenti assomavano a 8.927.
La spesa era fronteggiata con l'accantonamento
dei "sovracanoni" per un decennio (complessivamente
850 milioni di lire) e con un mutuo agevolato di mezzo miliardo,
concesso dalla Provincia di Treviso, dalla Cassa di Risparmio
della Marca Trivigiana e dalla Camera di Commercio di Treviso
e in ultima con mutui contratti con la Cassa Depositi e
Prestiti.
Gli impianti completati richiesero la spesa
di fire 3.105.221.000. Considerando che il costo di quelli
in progettazione era di circa 4 miliardi, il Consorzio fino
ad aprile del 1976 si era impegnato per 10 miliardi.
Purtroppo a cause degli aumenti del costo
del denaro (la Cassa Depositi e Prestiti elevo il tasso
di interesse dal 6 al 9%), del costo medio della condotta
stradale (da 8.000 fire era passato a 25-30.000 fire al
metro lineare) e del costo degli impianti (dal 1971 piu
che triplicati) la programmazione dei lavori non pote rispettare
i tempt inizialmente previsti. Tuttavia nel 1976 ventisei
comuni risultavano metanizzati e di quest) dieci non appartenevano
al gruppo dei consorziati.
In quegli anni va segnalato che la crisi
energetica, determinate da una certa mancanza di approvigionamento
del petrolio e dalla mancanza di energia alternative, polarizzo
l'interesse verve fonti diverse ed era il gas a trarne i
maggiori vantaggi. e utenze, non solo nei comuni consorzioati
o convenzionati con il Consorzio Bim Piave ma su tutto il
territorio nazional., crescevano a dismisura così
come la richiesta di gas tanto che la Snam fu costretta
a sospendere il programma di interventi a cause della mancanza
di gas in quantita sufficiente a far fronte a tutte le richieste,
in attesa della costruzione del metanodotto algerino, il
cui contratto verra firmato comunque solo nel 1982.
A seguito, della sospensione dei lavori
da parte della Snam, il Consiglio Direttivo del Consorzio,
per andare incontro ai comuni consorziati non ancora metanizzati
creo un fondo speciale di rotazione mutui per un importo
di 240 milioni, con il provento dei "sovracanoni"
pari a 80 milioni l'anno per tre anni (1978, '79, '80).
La somma erogata ai comuni beneficiari non superava l'importo
massimo di 20 milioni per ciascuno.
Questo fondo, nato proprio per la metanizzazione
di determinati comuni (Giavera del Montello, Crocetta del
Montello, Pederobba, Cavaso del Tomba, Possagno, Paderno
del Grappa, Miane, Follina, Cison di Valmarino, Revine Lago,
Tarzo e Vittorio Veneto) aveva durata definita, cioè
fino alla loro awenuta metanizzazione; l'awento di tale
circostanza escludeva il comune del beneficio. Percio, con
l'esclusione dei comuni via via metanizzati, il fondo continuava
a conservare la sua consistenza economica a favore dei restanti
comuni da metanizzare, i quali col passare del tempo ottennero
un graduale aumento della quota attribuibile fino a un massimo
di 50 milioni. Tale quota, pero, assegnata a tutti i comuni
in egual misura, venne stabilita dal Consiglio direttivo
in funzione dell'effettiva disponibilita dal fondo speciale.
Nel 1977, intanto, erano stati completati
i lavori iniziati prima dalla sospensione dell'attivita
della Snam ed entro nella metanizzazione il comune di Spresiano.
Nel 1978 le utenze risultavano 20.166, derivanti da progetti
approvati in precedenza e nel corso dell'anno vennero metanizzati
i comuni di Refrontolo, Maserada sul Piave, Breda di Piave,
Motta di Livenza e Fossalta di Piave. L'ampliamento delle
forniture da parte della Snam risulto impossibile proprio
per la mancanza di materia prima.
Malgrado il blocco imposto dalla Snam il
Consorzio, per continuare i lavori, concentro i propri sforzi
verso alcuni centri in particolare Dopo aver effettuato
un esame delle disponibilita di gas metano di ogni singolo
impianto e pensando di riprendere i lavori dagli ultimi
comuni metanizzati, scelse dodici localita di altrettanti
comuni; nel frattempo, nel 1979 (anno in cui vennero metanizzati
i comuni di Ceggia e Cesalto), si intensificarono gli incontri
con la Snam per sollecitare la ripresa dei lavori, ottenendo
peraltro solo risposte negative, in attesa sempre del gas
dall'Algeria. I1 costo dell'operazione intanto continuava
a salire. Nel 1980 la metanizzazione di un chilometro di
rete richiedeva 60 milioni di lire. Nello stesso tempo la
gestione in economia del servizio del gas metano diventava
piu difficile per il Consorzio Bim.
Fu allora necessario trovare una formula
che permettesse all'ente di svolgere piu agevolmente il
servizio, libero cioe da tutti i vincoli e le limitazioni
a cui erano sottoposti gli enti local). La scelta ando verve
una societa a responsabilita limitata avente per oggetto
appunto la gestione del servizio. Istituita nel 1981 (Societa
di gestione servizi comunali srl), vi partecipavano il Consorzio
come socio maggioritario e alcuni comuni aderenti come soci
di minoranza, mentre l'attivita patrimoniale resto affidata
al Bim.
La societa, benche a esclusivo capitale
pubblico, consentiva una gestione privatistica, cosa che
sollevava il Consorzio da pressanti problem), come la reperibilita,
il rischio, ecc. Inoltre anche il personale del Consorzio
era passato alla societa con il regime contrattuale dei
"gassisti" privati. Organi della societa erano
l'assemblea, il consiglio di amministrazione e il collegio
sindacale, i cui compiti erano stabiliti nello statuto;
la sede venne domiciliata presso lo stesso Consorzio.
Nel mentre la societa per la gestione e
la manutenzione degli impianti esplicava tutte le pratiche
per diventare operative, il Bim proseguiva nel programma
di metanizzazione sollecitando la Snam. Nell'autunno del
1980 la Snam aderiva alla fornitura di gas metano alle aziende
industrial) con un consumo annuo superiore a un milione
di metri cubi; autorizzava la metanizzazione dei comuni
di Tarzo e di Revine Lago; si impegnava a contattare i rappresentanti
della Estigas (societa private) per metanizzare i comuni
della destra Piave. Il tempo per la realizzazione veniva
indicato in tre anni.
Alla fine del 1980 (anno in cui si registrò
la metanizzazione di Giavera del Montello, Meduna di Livenza
e Nervesa della Battaglia) i lavori terminati con gas in
rete avevano raggiunto la spesa di fire 2,66 miliardi, quelli
in corso di costruzione una spesa di fire 1,295 miliardi,
mentre i lavori progettati e finanziati ammontavano a fire
3,120 miliardi, e quelli da finanziare a fire 3,760 miliardi.
Aggiungendo i costi per alcune prese sparse, la spesa totale
sostenuta complessivamente dal Consorzio risultava pari
a L. 11,200 miliardi. Si trattava di investimenti ingenti
ma gia al termine del primo decennio il bilancio del Consorzio
poteva giudicarsi positivo grazie ad una scelta, quella
della metanizzazione, rivelatasi oculata, coraggiosa, e
di indubbio interesse per tutta la popolazione.
Al Consorzio Bim Piave di Treviso spettava
solo il 18,50% dei proventi dai "sovracanoni",
di fatto una cifra annua di poco superiore agli 80 milioni,
aggiornata a 380 con la revisione introdotta dalla Legge
n. 925/1980.
Nel 1972, praticamente due anni dopo l'awio del progetto
di metanizzazione, pero il Consorzio vedeva gia tra le entrate
96.712.198 fire derivanti dai canon) di utenze, l'anno successivo
questa somma arrivava a 228.401.800 fire; nel 1976 superava
il miliardo (L. 1.897.045.124) e nel 1981 era pari a L.
18.366.991.619. Si trattava soprattutto di utenze a uso
domestico poiche le grosse utenze industrial) risultavano
servile direttamente dalla Snam tranne cinque industrie
con consumi annui superior) comunque a 1.000.000 di metri
cubi annui (fino al 1983 il limite di accesso alla deroga
era di 1.000.000 di metri cubi annui, nel 1983 era sceso
a 700.000, nel 1985 era sceso a 500.000, nel 1986 a 300.000,
dal 1987 a 200.000 e 300.000 invece per gli ospedali; cfr.
tabella in questa pagina).
Tuttavia anche una quindicina di imprese
medic, piccole e artigiane usufruivano del servizio. Gli
allacciamenti per uso industriale e artigianale venivano
eseguiti quando li metano era impiegato per usi tecnologici
per riscaldamento veniva dato solo se esisteva un'accertata
disponibilita nell'impianto interessato. Da qui il numero
contenuto di utenze industrial).
La metanizzazione come iniziativa rispondeva
in pieno ai principi della legge n. 959/1953 che voleva
i "sovracanoni" impiegati per il progresso economico
e sociale. I comuni beneficiari infatti erano tutti decentrati
nonche di medic e piccole dimension) e autonomamente con
difficolta sarebbero riusciti ad ottenere il servizio. L'opera
del Bim, benche principalmente incentrata sulfa metanizzazione,
riusciva anche a fornire un servizio completamentare a favore
dei comuni consorziati: la concessione di prestiti per la
realizzazione di opere pubbliche, purche rientranti tra
queue previste dallo statuto consorziale. Continuava l'attivita
del fondo di rotazione, costituito nel 1960, effettuando
prestiti al tasso del 7%, con ammortamento in cinque anni.
A1 1981 tale fondo aveva erogato 1.951.850.000 fire, contribuendo
positivamente all'economia locale.
Complessivamente, fino
al 1996, i prestiti verve i Comuni avevano superato i 25
miliardi così suddivisi:
Destinazione finanziamenti In milioni di lire
- Strade 8.401
- Acquedotti 1.456
- Scuole 2.373
- Illuminazione 2.375
- Municipi 2.466
- Immobili pubblici 3.586
- Opere sanitarie 9
- Cimiteri 659
- Incentiviindustrie 16
- Verde 370
- Opere idrauliche 100
- Impianti sportivi 1.562
- Fognature 634
- Reti gas 418
- Informatizzazione 865
Ma l'impegno principale del Consorzio,
pur mantenendo un occhio di riguardo verve le esigenze di
mutui dei comuni, rimaneva incentrato sulfa metanizzazione.
Nel 1980 i comuni gia metanizzati risultavano 38 e molti
si presentavano in lista di attesa. Problemi contingent)
causarono ritardi di un paio di anni ma nel 1983 la Snam,
grazie al metanodotto collegato con ['Algeria, poteva riprendere
l'attivita a pieno ritmo allacciando il trentottesimo comune,
Follina, a cui seguì immediatamente Arcade.
Nel 1984 fu la volta dei comuni di San
Fior, San Vendemiano, Cappella Maggiore, Colle Umberto,
ad entrare nel programma di metanizzazione (nello stesso
anno vennero acquisiti anche gli impianti del comune di
Roncade e venne nel contempo awiato un rapporto con la Montedison
per la fornitura alle fornaci di Possagno nonche per i comuni
della dorsale.
| MONASTIER
DI TREVISO |
20.10.1971 |
| SALAGAREDA |
28.10.1971
|
| SAN
BIAGIO DI CALLALTA |
03.11.1971 |
| ZENSON
DI PIAVE |
05.11.1971 |
| CARBONERA
|
25.02.1972 |
| PREGANZIOL
|
09.11.1972 |
| VILLORBA
|
10.11.1972 |
| CASIER
|
13.11.1972 |
| PONTE
DI PIAVE |
06.12.1972 |
| CHIARANO |
09.11.1973 |
| ORMELLE |
19.12.1973 |
| PAESE
|
21.12.1973 |
| SANTA
LUCIA DI PIAVE |
13.02.1974 |
| CIMADOLMO |
30.07.1974 |
| SAN
POLO DI PIAVE |
30.07.1974 |
| PIEVE
DI SOLIGO |
16.10.1974 |
| VAZZOLA |
23.10.1974 |
| MARENO
DI PIAVE |
23.11.1974 |
| SUSEGANA |
19.12.1974 |
| CONEGLIANO
|
24.11.1975 |
| SERNAGLIA
DELLA BATTAGLIA |
06.10.1976 |
| VIDOR |
08.10.1976 |
| VALDOBBIADENE |
14.10.1976 |
| FARRA
DI SOLIGO |
25.10.1976 |
| SEGUSINO |
25.10.1976 |
| MORIAGO
DELLA BATTAGLIA |
14.12.1976 |
| SPRESIANO |
07.04.1977 |
| REFRONTOLO |
31.01.1978 |
| MASERADA
SUL PIAVE |
06.03.1978 |
| BREDA
DI PIAVE |
22.03.1978 |
| MOTTA
DI LIVENZA |
03.11.1978 |
| FOSSALTA
DI PIAVE |
05.11.1978 |
| CEGGIA |
01.10.1979 |
| CESSALTO |
01.10.1979 |
| CONEGLIANO |
01.10.1979 |
| GIAVERA
DEL MONTELLO |
18.01.1980 |
| MEDUNA
DI LIVENZA |
18.01.1980 |
| NERVESA
DELLA BATTAGLIA |
18.01.1980 |
| FOLLINA |
01.10.1983 |
| ARCADE |
01.11.1983 |
| RONCADE |
01.05.1984 |
| SAN
FIOR |
13.11.1984 |
| SAN
VENDEMIANO |
13.11.1984
|
| CAPPELLA
MAGGIORE |
13.12.1984
|
| COLLE
UMBERTO |
13.12.1984 |
| CROCETTA
DEL MONTELLO |
25.03.1985 |
| CORNUDA |
01.10.1985 |
| MANSUČ
|
08.10.1985 |
| ORSAGO
|
17.09.1986 |
| ISTRANA
|
25.09.1986 |
| CISON
DI VALMARINO |
25.09.1986 |
| MIANE |
01.10.1986 |
| BORSO
DEL GRAPPA |
01.10.1986 |
| FONTE |
01.10.1986 |
| PADERNO
DEL GRAPPA |
01.10.1986 |
| SAN
ZENONE DEGLI EZZELINI |
01.10.1986 |
| CAERANO
DI SAN MARCO |
10.10.1986 |
| GORGO
AL MONTICANO |
01.11.1986 |
| MEOLO |
01.11.1986 |
| VOLPAGO
DEL MONTELLO |
01.11.1986 |
| CODOGNE |
27.11.1986 |
| FONTANELLE |
27.11.1986 |
| PEDEROBBA
|
01.03.1987 |
| REVINE
LAGO |
01.03.1987 |
| TARZO |
01.03.1987 |
| FREGONA |
01.07.1987 |
| MORGANO |
01.07.1987 |
| CRESPANO
DEL GRAPPA |
10.09.1987 |
| POSSAGNO |
01.10.1987 |
| CASTELUCCIO |
10.10.1987 |
| GODEGA
DI SANT'URBANO |
15.10.1987
|
| SARMEDE |
15.10.1987
|
| ALTIVOLE |
01.11.1987 |
| ASOLO |
01.11.1987 |
| MASER |
01.11.1987 |
| RIESE
PIO X |
01.11.1987 |
| CAVASO
DEL TOMBA |
10.10.1988 |
| SAN
PIETRO DI FELETTO |
01.11.1988 |
| VAS
|
02.11.1988 |
| ALANO
DI PIAVE |
18.11.1988 |
| QUERO |
18.11.1988 |
| PASIANO
DIPORDENONE |
19.12.1988 |
| PRAVISDOMINI
|
19.12.1988 |
| MONFUMO |
18.01.1989 |
| TORRE
DI MOSTO |
02.10.1989 |
| VITTORIO
VENETO |
19.07.1991 |
| CHIONS
|
25.07.1991
|
|